Enti Locali in Basilicata

Gli sperperi del denaro pubblico pesano sui dipendenti.

Potenza -

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Mail: f.castelgrande@usb.it

 

La fallimentare gestione degli enti locali(Comuni, Regione, province, ecc.) ormai tocca molto da vicino anche la nostra regione. Sono molti gli Enti che sono in situazione di pre-dissesto finanziario o addirittura in condizione di dissesto e in molte situazioni ormai si interviene tagliando sui dipendenti e sui lavoratori che svolgono con diligenza e con responsabilità il loro ruolo. USB è già intervenuto in casi in cui si sono sospesi gli stipendi e in casi in cui addirittura si elimina il salario accessorio. Tutti i diritti acquisiti si stanno perdendo ma non si taglia sui dirigenti e sull’apparato amministrativo inefficiente per fare cattiva gestione del denaro pubblico. USB stà mettendo a conoscenza dei prefetti la pesante situazione economica degli Enti con la speranza che si faccia piena luce sulle spese e sull’utilizzo del denaro pubblico. Gli ultimi  due casi registrati sono quelli del Comune di Cersosimo dove dal gennaio del 2014 non venivano pagati gli stipendi e finalmente ora con l’intervento di USB e con la collaborazione del Prefetto si sono retribuite 4 mensilità e si resta ancora in attesa di pagare molti mesi arretrati e l’altro caso è quello dell’Ater di Potenza dove si è scoperto che il salario accessorio non viene pagato ai dipendenti(mentre puntualmente viene liquidato ai dirigenti) da circa due anni ed è nato il sospetto che il fondo sia stato cancellato. Eppure negli Enti si continua con le spese folli di convenzioni con esterni, spese per macchine di servizio, per missioni molte volte inutili visto che ormai è possibile operare attraverso la rete. Questa situazione di precarietà economica degli Enti preoccupa molto USB che vuole portare allo scoperto tutte le situazioni della nostra regione e si sta producendo uno studio meticoloso di tutte le realtà a rischio.

 A completare questo quadro ora interviene pure la legge di stabilità finanziaria che aggiunge altre criticità alla gestione degli Enti Locali.

Al pari di tutti i dipendenti pubblici vedremo bloccato ogni possibile scatto economico o di carriera, bloccato il contratto nazionale, tagliato il salario accessorio anche per gli interventi censori del Mef, tagliata perfino l’indennità di vacanza contrattuale.

Ma l’accanimento contro le amministrazioni locali che ha fatto inalberare presidenti delle Regioni e Sindaci Metropolitani fino allo sproloquio, si ritorcerà ancora una volta sui lavoratori e sui cittadini che di quei servizi si avvalgono.

Mentre per questi personaggi si tratta di gestire risorse per amministrare le “clientele” per noi la finanziaria 2015 è l’ulteriore conferma che il partito unico dei moderati vuole la testa del Pubblico dipendente e tra questi predilige quello dell’ente locale.

Non per particolari motivi ideologici, ma perché il welfare di prossimità gestito negli enti locali sta molto meglio in mano ad imprese amiche, che possono effettuare assunzioni dirette senza concorso (e licenziare quando vogliono grazie al venturo Jobs Act).  Per la dirigenza già il DL 90 di quest’estate ha lasciato fino al 30% delle dotazioni organiche in mano a scelte politiche intuitu personae anche a soggetti privi di titoli di studio appropriati e adeguata esperienza.

Non possono più dormire sonni beati neanche coloro che ci piace ancora chiamare vigili urbani. Tutta la polizia locale è infatti completamente dimenticata dai rinnovi contrattuali e dagli avanzamenti di carriera previsti per le altre forze di polizia.

Tantomeno chi opera nei servizi sociali, scolastici ed educativi che vedranno ulteriormente decimate le risorse obbligando molte amministrazioni a chiudere servizi o a esternalizzare (troviamo solo la misera foglia di fico di un importo fino a 100 milioni per i servizi educativi).

Cambiamo registro gente, di questi governanti non ne possiamo più!

Alle elezioni RSU del prossimo 3,4 e 5 marzo 2015 diamo piu forza a USB.

 

Venosa, 30.10.2014                                        IL RESPONSABILE

                                                                         Francesco Castelgrande

 

 

 

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