COMUNICATO STAMPA - STATO DI AGITAZIONE ALL'INPS di Potenza

Potenza -

 

 

 

Sta continuando la più che civile protesta portata avanti dai dipendenti dell'INPS di Potenza contro i tagli al salario accessorio. I lavoratori hanno scelto di garantire il servizio di informazione per non interrompere la comunicazione e per far intendere le ragioni di un attacco che non è portato solo alle loro tasche e che non è altro che la punta di un iceberg che ha già sconvolto e mira a distruggere la previdenza pubblica.

 

Le ultime riforme sull'età pensionabile, l'abbassamento dei coefficienti di calcolo per la rivalutazione delle pensioni, collegati comunque alla speranza di vita, stanno di fatto rendendo sempre più lontane e inadeguate le nostre pensioni; l'accorpamento all'INPS prima dell'istituto previdenziale dei dirigenti, ormai sull'orlo della bancarotta, poi dell'INPDAP ne ha minato la ormai raggiunta attività di bilancio; le scelte di privatizzazione del front office- perché vanno viste in quest'ottica le scelte di non poter presentare direttamente le richieste di pensione e delle domande tese ad ottenere prestazioni a sostegno del reddito sia l'impossibilità di dialogare con gli impiegati,se non tramite il call center mirano ad una drastica riduzione dell'attività dell'istituto e sono un regalo alle organizzazioni sindacali confederali e alle loro derivazioni (Patronati e CAF ).

 

La stessa mancata spedizione dei CUD ai pensionati e a tutta l'utenza che percepisce le varie indennità, la decisione di non permettere all'istituto di agire come sostituto d'imposta, che ha obbligato milioni di pensionati a rivolgersi ai CAF per la compilazione della denuncia dei redditi, le nuove forme di ammortizzatori sociali delegate alla concessione degli enti bilaterali, senza alcuna garanzia del diritto a tutti gli interessati e del rispetto dei requisiti ( vedi una tantum ai lavoratori delle società di lavoro in somministrazione, lai avoratori sospesi ecc.) ne sono l'aspetto più evidente.

 

Per ciò che attiene i dipendenti: il blocco dei contratti e del turn over ne ha ridotto la capacità di reddito e aumentato i carichi di lavoro, un continuo aggiornamento sul campo e un presidio quotidiano che ha fatto in modo che una delle più profonde crisi del sistema produttivo che abbiamo conosciuto venisse fronteggiato con il pagamento delle casse integrazioni,mobilità- in deroga e non- , disoccupazione, invalidità civili , assegni sociali, chiaramente nell'ambito delle leggi e norme che in Italia regolano il WELFARE.

 

La legge di stabilità 2013 ha imposto un risparmio di 300 milioni di euro per il 2013 e ulteriori 247 per il 2014.

 

Le mobilità previste sono di circa 3000 unità. Una riduzione di organico che non significa che si risparmia su 3000 nullafacenti, ma che vi sono 3000 posti di lavoro in meno e che sono ridotte le garanzie e tutele che l'istituto deve assicurare.

 

Un'ultima annotazione per coloro che ritengono indecorosa la protesta contro la decurtazione dello stipendio a fronte di coloro che hanno perso il lavoro o che un lavoro non l'hanno mai avuto: dobbiamo dire che è grazie a questo senso di colpa collettivo se decenni di diritti conquistati a dura lotta sono diventati carta straccia, se si è permesso il dilagare del lavoro precario,se la salute, la casa, l'istruzione, la partecipazione collettiva alle decisioni sono diventati pallidi fantasmi e sono sempre più negati alla maggior parte di noi.

 

La Coordinatrice Regionale USB

Rosalba Guglielmi

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni