7 Maggio, sciopero generale della scuola ,OSA e USB Scuola in corteo a Potenza, concentramento Piazza Matteotti ore 9
Il 7 Maggio le lavoratrici e i lavoratori della scuola, insieme alle studentesse e agli studenti, incroceranno le braccia e sciopereranno con manifestazioni territoriali in decine di città, chiamando nuovamente al boicottaggio delle prove INVALSI e raccogliendo l'invito alla mobilitazione dell'assemblea internazionale giovanile "We do not enlist".
A Potenza è prevista una manifestazione con corteo con concentramento alle ore 9 a Piazza Matteotti e proseguimento per Via Pretoria, Torre Guevara,Via Manhes, Corso XVIII Agosto, Corso Umberto, Porta Salsa ,Via Pretoria e conclusione in Piazza Mario Pagano.
Scioperiamo insieme perché abbiamo un unico progetto: una scuola diversa da quella che il sistema capitalista in crisi ci sta imponendo. Rifiutiamo la scuola messa al servizio della guerra e dei privati e vogliamo costruire una risposta collettiva all'altezza della fase storica. Scioperamo contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese e contro un rinnovo contrattuale che offre salari vergognosi in una fase in cui l'inflazione è destinata a crescere, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo.
Il 7 maggio scioperiamo perché la scuola non deve essere ridotta a produttrice di "capitale umano" da immettere sul mercato del lavoro secondo le logiche della competitività e del profitto. Rifiutiamo ancora una volta la formazione scuola-lavoro, sfruttamento di lavoro minorile e non certo esperienza formativa, che è già costata la vita a troppi giovani e che troppi altri instrada nella logica del servizio al profitto.
È in questo quadro già desolante che si sta innestando la riforma degli istituti tecnici e dei professionali. I nuovi percorsi 4+2 e i nuovi quadri orari dei tecnici consegnano la formazione tecnica e professionale direttamente nelle mani delle imprese: i programmi si piegano alle esigenze produttive dei territori, la formazione generale e critica viene ulteriormente erosa, e gli studenti delle classi popolari – quelli che storicamente frequentano i tecnici e i professionali – vengono avviati a diventare manodopera qualificata su misura per il distretto industriale di turno.
Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere, che riserva la cultura umanistica e scientifica a chi può permettersi altri percorsi e destina gli altri a essere ingranaggi efficienti della filiera produttiva. Anche questa riforma va respinta.
USB Scuola e OSA rivendicano la loro alleanza come scelta strategica, non come gesto simbolico. L'unità tra lavoratori della scuola e studenti è la forza del nostro progetto, perché la scuola è attraversata dalle stesse contraddizioni che attraversano tutta la società: sfruttamento, precarietà, militarizzazione, subalternità al capitale. Resistere insieme, dentro e fuori le aule, è l'unica risposta all'altezza del nostro presente
La scuola non è una caserma, non è un'azienda: è un luogo dii conoscenza, di costruzione di senso.Non si tratta solo di trasmettere saperi, ma di trasformare la scuola in un presidio di coesione sociale e in un laboratorio di pace e solidarietà tra i popoli.
In queste ore drammatiche dobbiamo però fare un passo in più: di fronte al rischio di escalation della guerra in Iran e le sue ricadute sul resto del mondo, con il genocidio del popolo palestinese che continua nel silenzio generale e grazie alle complicità nei confronti dello stato di Israele e del sionismo, dobbiamo saper riconnettere scuola e società reale.
Non a caso domani è anche lo sciopero dei lavoratori portuali di USB contro la privatizzazione e la militarizzazione dei porti: una convergenza tra i protagonisti delle lotte dello scorso autunno. Siamo tutti chiamati a non far mancare il nostro contributo .