La brutta scuola

Flop scuola in Basilicata

Potenza -

Il Concorso a posti e cattedre per il personale docente è stato previsto dalla Legge 107 del 13 luglio 2015: in BASILICATA spariscono i posti.

La procedura concorsuale ha avuto carattere regionale ed è stata indetta sulla base di tre bandi (DDG 105, 106 e 107 del 23/02/2016): uno per i docenti della scuola dell'infanzia e della primaria, un secondo rivolto ai docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado e infine un terzo bando per i docenti di sostegno.

Un totale di 63.712 posti da assegnarsi nel corso del triennio 2016/2018. La procedura è stata avviata in ritardo rispetto a quanto previsto dalla L. 107/2015, la quale al comma 114 recita “il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ferma restando la procedura autorizzatoria, bandisce, entro il 1º dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali”. E’ iniziata allora una folle corsa contro il tempo per tentare l’impresa disperata di rientrare negli strettissimi tempi tecnici necessari per l’immissione in ruolo dei vincitori del concorso entro settembre, come più volte sbandierato dal Premier Renzi e dalla Ministra Giannini.

Il concorso è stato rivolto esclusivamente ai docenti provvisti di abilitazione conseguita mediante percorsi ministeriali (SSIS, PAS, TFA 1° e 2° ciclo). In particolare i due cicli di TFA, già predisposti sulla base del calcolo del fabbisogno regionale, pur essendo stati caratterizzati da prove selettive di accesso a carattere concorsuale(prova preselettiva nazionale, prova scritta e prova orale) non hanno consentito l’accesso dei canditati alle graduatorie ad esaurimento (le cosiddette GAE), creando una evidente disparità rispetto ai docenti abilitati mediante  SSIS.

La prova scritta è stata concepita“computer based” (la gestione informatica è stata affidata al consorzio Cineca, che già in passato si è dimostrato inaffidabile nel garantire la perfetta funzionalità delle procedure concorsuali informatizzate), una modalità che ha presentato delle innegabili pecche, senza garantire quella celerità di cui si aveva bisogno per garantire le immissioni in ruolo da settembre 2016.

La prova, della durata di 150 minuti, è consistita nello svolgimento di 6 quesiti a risposta aperta e due quesiti a risposta multipla in una lingua straniera a scelta del candidato. In barba alle più elementari prassi cui si sottopongono quotidianamente i docenti, le prove per le diverse classi di concorso si sono svolte senza che venissero prima pubblicate le griglie di valutazione degli elaborati (la pubblicazione è avvenuta solo prima della correzione) e senza che, in molti casi, si fossero costituite e insediate le commissioni. Rispetto a queste ultime bisogna segnalare che a concorso in pieno svolgimento, il Miur è stato costretto ad emanare con urgenza un’ordinanza (O.M. n. 571 del 14 luglio 2016) per modificare in itinere i criteri di formazione delle commissioni giudicatrici per far fronte alla carenza di commissari a disposizione.

Sin dall’avvio della procedura concorsuale si sono registrati una sequela di errori  e di irregolarità:

§  codici dei candidati smarriti o scambio di codici, con conseguente ripubblicazione del calendario delle convocazioni

§  violazioni dell’anonimato

§  griglie irregolari

§  eccesso di bocciati ( in alcune classi di concorso si arriva al 100%, indice di un errore nella formulazione delle prove, come più volte espresso anche da esponenti del mondo accademico)

§  prove non rispondenti ai requisiti del bando…

 

Innumerevoli errori stanno caratterizzando anche le graduatorie di merito finali, pubblicate, in molti casi, il giorno prima delle immissioni in ruolo, senza la previsione dei canonici giorni per eventuali  reclami e con l’unica previsione di un ricorso al TAR o al Consiglio di Stato. Le graduatorie sono prive dei criteri minimi di trasparenza: i titoli non vengono specificati nel dettaglio e talvolta, come accade in Basilicata, non viene specificata neppure la natura dei titoli di preferenza.

Al di là di tutto, anche di una quantomeno sospetta gestione delle prove orali, la cui valutazione è purtroppo discrezionale, il dato più allarmante è rappresentato dalla scomparsa dei posti previsti dal Ministero come emerge nel Decreto Ministeriale n. 669 del 7 settembre 2016.

Esempio: Ambito AD04 Basilicata: posti previsti: 72, vincitori del concorso: 53, immissioni in ruolo da G.M.: 5. A poco valgono le rassicurazioni circa il carattere triennale delle graduatorie e dunque della possibilità di essere assunti nei prossimi due anni. Se sul numero delle immissioni di quest’anno ha avuto un ruolo determinante la mobilità straordinaria, il drastico calo dei pensionamenti e le graduatorie ad esaurimento ancora consistenti (le immissioni avvengono al 50% da G.M. e 50% da Graduatorie ad esaurimento)  non lasciano alcuna speranza per i prossimi due anni, al termine dei quali la graduatoria decade. I numeri non tornano.

Come noi abbiamo sempre detto la “buona scuola” ha dimostrato di essere un grande bluff. E il tutto sempre a danno dei lavoratori.

 

 

Francesco Castelgrande