BasilicataFederazione Regionale

Regione Basilicata e clientelismo

Dipendenti regionali maltrattati

Potenza -

La seduta della delegazione trattante dello scorso 21 dicembre ha approvato il C.C.D.I. e la ripartizione del Fondo 2016, con la sottoscrizione da parte dei tre sindacati confederati (CGIL CISL e UIL).

L’USB, pur avendo partecipato al gruppo di lavoro, che in qualche modo ha elaborato il documenti finale del CCDI e del Fondo suddetti, ha ritenuto opportuno di non sottoscrivere il contratto e la ripartizione del fondo, come proposti in delegazione, non condividendo, tra l’altro, le modalità di svolgimento della medesima.

Infatti, dopo una discussione che si è protratta per circa tre ore, nella quale si sono avvicendate svariate informative, l’approvazione del CCDI e del Fondo 2016, è stata relegata a fine seduta, quando tutti erano stanchi, riducendo un adempimento così prioritario e complesso a un’affrettata e raffazzonata approvazione, che non consentiva di valutare con sufficiente analisi, verifica e dibattito ogni aspetto degli articoli del contratto medesimo, passaggio tanto più necessario a seguito di modifiche sostanziali apportate dal gruppo di lavoro solo nell’ultima seduta del 15 dicembre 2016.

Nell’evidenziare che l’USB ha da sempre denunciato l’illegittimità del Regolamento sulle AP e PO e stigmatizzato l’abnorme e ingiustificato incremento del numero delle medesime, si sottolinea, ancora una volta, che la ripartizione del Fondo 2016 è stata condizionata dall’assorbimento di circa la metà delle risorse disponibili dal fondo per AP e PO. In tal senso il gruppo di lavoro ha potuto ragionare solo sul rimanente 50%, quindi in maniera molto limitata e con pochi margini di manovra. Tutto ciò ovviamente avrà ripercussioni in particolare sulle progressioni verticali (che vengono rinviate al prossimo anno con una promessa di proroga della graduatoria…) e della produttività.

Altresì è stata introdotta, in ultima istanza, una modifica sostanziale alla Tabella contenuta nell’art. 15 del CCDI, riguardo le percentuali di riduzione graduale della retribuzione accessoria in correlazione ai compensi annui percepiti (sbilanciate a favore di chi percepisce incarichi, d'altronde sempre gli stessi in quanto la declamata rotazione non viene applicata), e la proposta, che pareva ormai approvata da tutti, di contenere la percentuale massima inerente l’indennità di PO nel 10%,, è stata infine modificata riportandola alle precedenti quote.

La nostra richiesta di modifiche (inviata tramite mail alla delegazione trattante e a tutti i dipendenti) è stata del tutto ignorata e non ha ricevuto alcuna risposta, quale dimostrazione del livello di democrazia, partecipazione, trasparenza e rispetto reciproco che contraddistingue il tavolo della delegazione trattante,” mero luogo di ratifica formale!

            L’USB contestò già in un comunicato dello scorso anno, rifiutando di sottoscrivere anche allora il CCDI, le modalità di discussione dei criteri di ripartizione del fondo 2015 solo nel mese di gennaio 2016, cioè portando in delegazione a consuntivo una proposta che dovrebbe essere presentata all’inizio di ogni anno.

Riguardo la mancata liquidazione della produttività 2016 ai dipendenti, nel ribadire che tale adempimento compete ai Dirigenti d’ufficio, ai dirigenti generali e, infine a un Organismo Indipendente di Valutazione “lautamente retribuito”, si denuncia la gravità di tale circostanza, dove a pagare sono i lavoratori (molti dei quali in difficoltà economiche), cui si aggiunge un rischio di cumulo del reddito 2017, con passaggio a uno scalone fiscale più elevato, mentre chi ha evidenti responsabilità non ha subìto alcuna conseguenza.

            Intanto, con Determinazione Dirigenziale n. 11AG.2016/D.01353 del 28/12/2016, è stata approvata la graduatoria delle progressioni economiche orizzontali, che presenta le seguenti illegittimità e disparità di valutazione:

-     le schede di valutazione in numerosi casi, sono state imposte, in modo perentorio, all’accettazione dei colleghi, senza contraddittorio; comunque la valutazione è per la quasi totalità degli aspiranti pari a 40, senza alcuna differenziazione;

-     il sistema di punteggio non solo non valorizza in modo adeguato l’anzianità di servizio, ma penalizza chi non ha avuto la possibilità di partecipare a corsi di formazione, perché distaccato in sedi periferiche o perché gli è stato impedita la partecipazione dal dirigente d’ufficio.

            Un’ultima prioritaria osservazione va rivolta alle condizioni del precariato, che interessa tanti professionisti, da anni costretti a contratti di varia natura, prorogati ancora una volta per sei mesi, senza ancora intravedere una concreta possibilità di stabilizzazione (anche mediante una selezione concorsuale), che tenga conto degli anni di esperienza maturati e delle differenti situazioni di precariato esistenti all’interno dell’Ente Regione.

Tuttavia va rimarcato che, se L’USB è a fianco dei lavoratori, a vario titolo, precari, avendo assunto posizioni nette e chiare all’interno dell’ultima audizione in Terza Commissione del Consiglio Regionale, ritiene inaccettabile che si stia continuando a selezionare una ristretta cerchia di consulenti, “cosiddetti di elevata professionalità”, i quali accedono a contratti privilegiati (su cui ci dedicheremo a un puntuale approfondimento), che interferiscono con funzioni e competenze di AP, PO e funzionari interni, perseverando in una pericolosa strategia che mira a deprezzare le elevate professionalità, capacità ed esperienze presenti all’interno dell’Ente Regione, ad appiattire il personale su mansioni ordinarie e di basso profilo, a riservare i compiti e gli adempimenti di livello qualitativo più elevato e complesso (inerenti la programmazione, la pianificazione, la progettazione, la gestione dei programmi comunitari, persino i rapporti con ministeri, regioni e altri enti istituzionali) a gruppi ristretti di “consulenti esterni fidati”, prescelti secondo logiche poco trasparenti e in contrasto con quanto previsto dalla legislazione vigente.

 

           

Francesco Castelgrande Paolo Baffari